La celiachia viene spesso associata all’infanzia, ma può essere diagnosticata anche in età adulta, talvolta dopo anni di disturbi poco specifici o apparentemente non collegati all’alimentazione.
Gonfiore, problemi intestinali e perdita di peso sono alcuni dei segnali più conosciuti, ma non sono gli unici. In alcuni adulti la malattia può manifestarsi attraverso stanchezza persistente, anemia, difficoltà digestive, capelli fragili, o altri sintomi che rendono meno immediato il sospetto.
Quando esiste il dubbio, quindi, non è sufficiente osservare come ci si sente dopo aver mangiato determinati alimenti: per arrivare a una diagnosi corretta è necessario seguire un preciso percorso medico, che parte generalmente dagli esami del sangue per la celiachia.
- La celiachia può comparire in età adulta?
- Quali sono i sintomi della celiachia negli adulti?
- Cosa si intende per celiachia latente?
- Cosa succede se la celiachia non viene diagnosticata?
- Come si diagnostica la celiachia negli adulti?
- Quali esami del sangue fare per la celiachia?
- Prima degli esami non eliminare il glutine dalla dieta
La celiachia può comparire in età adulta?
La celiachia è una malattia autoimmune legata all’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. L’esposizione al glutine determina una risposta immunitaria che può danneggiare progressivamente la mucosa dell’intestino tenue.
Non è una condizione esclusivamente pediatrica. Una persona può infatti scoprire di essere celiaca da adulta, anche se in precedenza non aveva mai ricevuto questa tipologia di diagnosi.
In alcuni casi i sintomi, nel Paziente, erano già presenti, ma erano lievi o difficili da ricondurre alla celiachia; in altri casi la sintomatologia può diventare evidente solamente in un determinato periodo della vita.
Per questo motivo il solo fatto di essere in età adulta non permette di escludere la malattia e, in presenza di sintomi o altri elementi di rischio, può essere opportuno parlarne con il proprio medico curante.
Quali sono i sintomi della celiachia negli adulti?
La celiachia non si manifesta nello stesso modo in tutte le persone. Nell’adulto possono comparire i classici disturbi gastrointestinali, come:
- gonfiore e distensione addominale;
- diarrea o alterazioni dell’alvo;
- dolore e crampi addominali;
- difficoltà digestive;
- nausea;
- perdita di peso non intenzionale.
Esistono però anche forme caratterizzate prevalentemente da sintomi extraintestinali, che possono rendere la diagnosi meno immediata.
Tra i possibili segnali possono comparire, ad esempio, anemia o carenze nutrizionali, stanchezza persistente, fragilità ossea, afte buccali e alcune manifestazioni a carico degli annessi cutanei (fragilità ungueali o dei capelli).
Avere uno o più di questi disturbi non significa automaticamente essere celiaci: sono sintomi comuni a molte condizioni differenti e devono essere valutati nel loro insieme dal medico.

Cosa si intende per celiachia latente?
Nel linguaggio comune si parla talvolta di celiachia latente per descrivere situazioni nelle quali esiste una predisposizione alla malattia o alcuni elementi compatibili con essa, ma non è presente il quadro completo necessario per formulare una diagnosi.
Si tratta di situazioni che devono essere interpretate dal medico o dallo specialista sulla base dei sintomi, degli esami sierologici, dell’eventuale predisposizione genetica e degli altri accertamenti effettuati.
È quindi importante non basarsi su singoli valori o sull’autodiagnosi.
Cosa succede se la celiachia non viene diagnosticata?
Una celiachia non riconosciuta significa continuare a esporre l’organismo al glutine senza adottare il trattamento previsto per chi ha ricevuto una diagnosi.
Nel tempo possono persistere l’infiammazione e il danno della mucosa intestinale, con possibili conseguenze sul corretto assorbimento dei nutrienti.
A seconda della persona possono quindi comparire o peggiorare problemi quali carenze di ferro, folati o altri nutrienti, anemia e alterazioni della salute dell’osso.
È uno dei motivi per cui, quando esiste un sospetto concreto, è preferibile verificarlo con gli esami ematochimici appropriati piuttosto che iniziare autonomamente una dieta senza glutine.
Come si diagnostica la celiachia negli adulti?
Il percorso diagnostico si sviluppa generalmente attraverso più fasi.
Il primo passo è rappresentato dagli esami del sangue, che permettono di ricercare specifici anticorpi associati alla celiachia.
Se i risultati sono compatibili con la malattia, il medico può indicare ulteriori approfondimenti. Nell’adulto, la conferma diagnostica richiede normalmente la valutazione della mucosa del duodeno attraverso biopsie effettuate durante una gastroduodenoscopia.
Gli esami del sangue sono quindi fondamentali, ma non devono essere interpretati isolatamente: il risultato deve sempre essere inserito nel quadro clinico complessivo.
Quali esami del sangue fare per la celiachia?

Tra le analisi per la celiachia, l’esame sierologico di primo livello nell’adulto è generalmente la ricerca degli:
Anticorpi anti-transglutaminasi tissutale IgA
Gli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale di classe IgA, spesso indicati nei referti come anti-tTG IgA, rappresentano uno dei principali marcatori utilizzati nello screening della celiachia.
Una loro positività può aumentare il sospetto della malattia, ma il dato deve essere interpretato dal medico considerando il valore rilevato, i limiti di riferimento del laboratorio e gli altri esami di conferma.
IgA totali
Insieme agli anticorpi anti-transglutaminasi vengono generalmente dosate anche le immunoglobuline A (IgA totali).
Questo passaggio è importante perché alcune persone presentano un deficit di IgA. In questa situazione un test anti-transglutaminasi IgA potrebbe risultare negativo o poco indicativo anche in presenza della malattia.
Il valore delle IgA totali permette quindi di capire se gli esami sierologici basati sulle IgA sono correttamente interpretabili.
Anticorpi anti-endomisio
Gli anticorpi anti-endomisio IgA, o EMA (Anti Endomysial Antibodies), possono essere utilizzati come test di conferma nell’ambito dell’iter diagnostico.
Anche questi risultati devono essere valutati insieme agli anti-transglutaminasi e agli altri elementi clinici summenzionati.
Anticorpi IgG nei pazienti con deficit di IgA
Se dagli esami ematici svolti emerge un deficit selettivo di IgA, il medico può ricorrere a test basati sulle immunoglobuline IgG, come gli anticorpi anti-transglutaminasi IgG o gli anticorpi contro i peptidi deamidati della gliadina di classe IgG (anti DGP: Deamidated Gliadin Peptides).
Non esiste quindi un unico valore delle analisi che, da solo e in qualsiasi situazione, consenta di stabilire se una persona sia celiaca ma occorrono accertamenti, richiesti dal medico curante, i cui risultati concorrono a costituire l’orientamento diagnostico finale .
Prima degli esami non eliminare il glutine dalla dieta
C’è una regola particolarmente importante da conoscere prima di effettuare un test per la celiachia: non bisogna iniziare autonomamente una dieta senza glutine.
Gli accertamenti diagnostici devono infatti essere effettuati mentre la persona continua ad assumere glutine.
Eliminando il glutine prima degli esami, la quantità degli anticorpi, prodotti dal Paziente, può progressivamente diminuire e anche la mucosa intestinale può iniziare a recuperare le proprie normali condizioni fisiologiche. Il risultato analitico ottenuto potrebbe quindi essere falsato e rendere più difficile arrivare a una diagnosi certa.
Chi ha già eliminato il glutine é più che opportuno che ne parli con il medico prima di effettuare gli accertamenti: l’eventuale reintroduzione dietetica del glutine deve essere programmata e seguita da un professionista.
Dove fare gli esami per la celiachia?
In presenza di sintomi, familiarità o indicazione del proprio medico, gli esami del sangue rappresentano un primo passaggio importante per approfondire il sospetto di celiachia.
Il Laboratorio Munari di Mestre esegue tra le proprie prestazioni anche le analisi per la celiachia, oltre ad altri esami di laboratorio.
Per conoscere gli esami disponibili, le modalità di accesso e le indicazioni utili prima del prelievo è possibile contattare direttamente il Laboratorio Munari.
Gli esami di laboratorio forniscono informazioni fondamentali per orientare il percorso diagnostico, ma i risultati devono sempre essere valutati dal medico curante, che potrà, inoltre, indicare eventuali approfondimenti necessari.